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Parrocchia SS. Annunziata

Borgo Montello - Latina

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Parrocchia SS. Annunziata

Copyright © 2019 Parrocchia SS. Annunziata Borgo Montello (LT) - Ogni diritto riservato

Quanto di seguito riportato è un sunto tratto dalla ricerca più completa e recente attualmente conosciuta sulla Chiesa Parrocchiale “Santissima Annunziata” di Borgo Montello.

 

CHIESA MARIA SS. “DELLA CONCA”
Ecclesia parrochialis ac ruralis SS. Annuntiationis Conche

 

Nel prezioso documento del 1595 nel quale vengono descritte le Chiese della Diocesi di Albano, viene tralasciata quella di Conca, quasi certamente perché solo da pochi anni apparteneva al S. Officio. Della parrocchia di Conca infatti, si comincia a parlare nei documenti delle S. Visite, del 1636. È il visitatore G. Altieri che nella sua relazione, presenta la Chiesa di “S. Maria de Conca” come appartenente alla amministrazione del S. Officio. Essa è chiesa “parrocchialis ac ruralis” per delle famiglie “et incolsi qui sunt in Ferrieria” e nella medesima Tenuta. La chiesa è ubicata nel vecchio castello. Lo stile della stessa è settecentesco, molto simile a quella di Campomorto, e come questa viene più volte ampliata. Verrà infine ricostruita nuovamente nel secolo XVIII, per esigenze di spazio relative all'aumento della popolazione.
Nel secolo XVII le famiglie e gli abitanti fissi della Tenuta erano pochi, data la recrudescenza della malaria, inizia uno spopolamento di Conca. La Platea di tutta la Diocesi del 1758 ricorda che nella Parrocchia vivono solo uomini e la chiesa “benché sia parrocchiale non è battesimale per difetto di coniugati,…”

A seguito dello spopolamento di Conca e di gran parte della Campagna Romana, il fonte battesimale fu tolto nel secolo XVII: la SS. Annunziata è composta di una navata a volta di m. 4,40 x m. 14 con abside, e con la presenza di due piccole cappelle laterali di m. 4 x m. 4. L'ingresso è dotato di un portico. Gli altari sono dedicati: quello maggiore all'Annunziata, e gli altri due presenti nelle due cappelle laterali, uno a S. Pio V e l'altro a S. Carlo. Nel 1797 il cardinale Luigi Gonzaga afferma che nella chiesa di Conca non vi è il fonte battesimale e se accade di far qualche battesimo “quae per raro evenire solet”, lo amministra il parroco di Nettuno.
Il fonte battesimale fu ricostruito nuovamente, a spese del S. Officio, nel 1867 per le famiglie ritornate a vivere nella Tenuta. Nella Chiesa ci sono due sepolture, una per gli uomini e le donne, un'altra per i fanciulli situata in una piccola stanza laterale della chiesa. Il Parroco Francesco Pozzi di 60 anni in una relazione: “Se morisse qualche bambino senza battesimo dovrei fare una fossa fuori dalla chiesa per seppellirlo, mentre ciò mai è accaduto… in questa parrocchia non vi è cimitero a parte. Sarebbe necessario di fissarlo e stabilirlo per uso in occasione di vuotare le sepolture”.
Nella stessa relazione dichiara che “Si celebra la festa il 25 marzo”. Anche il parroco Bianchi Ignazio “sacerdote di Corsica” di anni 31 nella sua relazione dei primi" 800 ribadisce che il 25 Marzo di ogni anno si celebra la festa dell'Annunziata, organizzata come tutte le feste paesane in cui “non avviene niente di disconvenevole”. Il Card. Francesco Galeffi in una sua relazione risalente al Maggio 1826 emana una serie di decreti relativi alla manutenzione della chiesa alla quale deve provvedere il S. Officio. Gli affittuari infatti si occupano delle spese ordinarie della chiesa come olio, cera, ostie, mentre al S. Officio spettano gli obblighi delle mensile di 6 scudi da versare al cappellano che abita nella casa contigua alla chiesa “li cui mobili secondo l'inventario spettano al S. Officio”.
Il 10 luglio 1874 Achille Gori Mazzoleni da affittuario, diventa padrone delle Tenute e relative Chiesa di Campomorto e Conca assumendosi l'obbligo di sostenere gli oneri dovuti per le stesse. La manutenzione della Chiesa parrocchiale come anche per le suppellettili spetterebbe qundi ad Achille Mazzoleni, ma in realtà “il conte non ne vuole sapere”.
Con la famiglia di Gori Mazzoleni, Conca vive un periodo molto cupo in cui vi sono continue incomprensioni tra i Sacerdoti e la Casata, visto che erano divenuti proprietari anche della Chiesa loro. Il parroco lamenta che anche la domenica si lavori e soprattutto in Ottobre, Novembre e Dicembre “nel tempo che si seminano i grani” si osserva il precetto solo poche volte, perché la popolazione è costretta a lavorare dal padrone. Il 7 Dicembre 1899 giungeva a Conca Don Alfredo Paliani di Cisterna con funzioni di “capellano economus curatus” e vi restò fino al 27 Maggio 1906. Il suo ricordo è ancora vivo in cisterna dove il comune gli ha dedicato una strada. Egli era un uomo mite, non troppo colto, pieno di umanità e grandezza spirituale. Giungeva alla tenuta di Conca alla velocità del vento su di un calessino tirato dai purosangue del Mazzoleni. I coloni hanno conosciuto Don Paliani nel 1931. Era “il vecchio cappellano coadiutore” della colleggiata di Cisterna, da cui dipendeva religiosamente Littoria, fino alla creazione di una propria parrocchia. È il sacerdote che ha assistito la povera gente marchigiana, compreso il padre della Goretti, che cadeva vittima della perniciosa. I Goretti giungevano a Le Ferriere nello stesso anno in cui Don Paliani assumeva l'ncarico a Conca. Il suo nome è strettamente legato alla storia della fanciulla Maria Goretti.
A Conca Maria Goretti imparò molto da quest'uomo. Ella chiedeva insistentemente alla mamma di mandarla al catechismo per la preparazione alla comunione: “c'è pure Don Paliani Alfredo che viene da Cisterna: lui pure me la insegnerà quando vanno gli altri che si preparano”. Lo stesso Don Paliani nel resoconto della S. visita del Card. Agliardi tra l'altro nota: “A Conca vi s'insegna la dottrina cristiana ai fanciulli e alla fanciulle, impiegandosi in ciò il cappellano ed una onesta sposa romana”. La presenza della famiglia Goretti a Conca è registrata da due battesimi amministrati proprio da don Paliani.
Nell'archivio di Conca sono rimasti purtroppo ben pochi documenti, andati distrutti quasi completamente nell'ultima guerra. Lo stesso Don Paliani nelle risposte al formulario della S. visita del Card. Agliardi del 1901. “Esistono in parrocchietta solo otto libri appartenenti alla Parrocchia”, ma di questi otto oggi se ne annoverano soltanto tre. Uno altro è libro dei matrimoni dal 2 agosto 1846 ed avente l'ultima vidimazione a S. visita il 28 Ottobre 1888. Il terzo è libro dello stato delle anime che comincia nel 1877.

 

Di Appolloni Egisto.

 

 

Parroci di Conca:
1703: Simone Maranus, anni 27, di Cori cappellano della SS. Annuziata “ad annun”.

1720: Giuseppe Riccio di Cisterna, parroco.

1729-1738: Ioseph Zellunus, curatus.
1740-1752: Iacubus Blancherius.
1752-1763: Iacobus Cioffi di Cisterna. Riceve la prima tonsura e gli ordini minori il 16 settembre 1745, suddiaconato nel 1748, diaconato e sacerdozio 1749.
1764-1770: Franciscus Prence, di Cori. Riceve tonsura e ordini minori nel 1747, suddiaconato nel 1749, diaconato 1750, sacerdozio 1751.
1770-1775: Ignatius Cipriani di Nettuno. Il luglio 1770 il S. Officio lo presenta al vescovo di Albano perché venga esaminato se idoneo ad esercitare la cura d'anime in Conca.
1776-1794: Silverius De Greco, curato.
1796-1799: Phieippus Molinari, curato.
1802-1805: Franciscus Corticoni, curato.
1806-1821: Ianuarius Villani, curato.
1822-1831: Franciscus Pozzi, curato.
1833-1837: Ioannes Paciarelli, curato.
1838-1846: Antonius Ridolfi, parroco.
1860– 25 marzo, il cardinale di Albano Costantino Patrizi nomina cappellano curato di Conca Romualdus Roccatani in luogo di Simone Vallono dimissionario.
1860-1865: Rumualdus Roccatani.
1865-1872: Rafael Girolimoni, nominato curato di Conca dal card. Ludovico Alteri, il 19 marzo 1865.
1873-1876: Alojsius Peronacci, parroco.
1877: Caetanus Baldassarini, arciprete.
1879-1893: Ignatius Bianchi, arciprete.
1894, 6 dicembre, il card. Lucidi Maria Parocchi nomina cappellano curato di Conca al posto di P. Gerardo Lucchetto carmelitano. Don Luigi Taffelli.
1895: Alojsius Bartonini, parroco.
1896-1897: Isidorus Banaccorso, economo curato.
1897-1898: Alojsius Grimaldi economo parroco.
1899: Palmerinus Capraro, parroco designato.
1899-1906: Alafridus Paliani Economo curato.
Dal 1906 al 1936 la parrocchia è affidata ai PP. Passionisti di Nettuno. Nel 1916, 20 aprile il card. Granito Pignatelli di Belmonte affida la parrocchia chiesa di S. Antonio Abate a Le Ferriere dal 1908 al 14 gennaio 1911 al 1938 è una “cappellania rurale” retta dai medesimi padri, dal 1911 al 1938 è “cappellania pontificia”, dal 1934 al 1938 è incorporata alla cappellania di Borgo Montello (Conca) e Borgo Bainsizza (Fondo Saraceno).
Subentrano nell‟ottobre 1938 i padri francescani di Nettuno della parrocchia del S. Cuore che operano a Borgo Montello, Le Ferriere, Bainsizza fino al 1940.

In dicembre 1940 la parrocchia è affidata alla Pia società S. Paolo di don Alberione. Il parroco “ad personam” è il sacerdote Alfredo Manera fino al gennaio febbraio 1941. don Giacomo Ricolfi della medesima società rimane vicario economo della parrocchia fino al 9 settembre 1941. subentra il vicario economo P. Alfredo Passionista. Don Castagnaro della Piccola Opera della Divina Provvidenza (Don Orione) è parroco dal 9 settembre 1941. Altri parroci orionini sono stati: don Pietro Braceschi dal 14.10.1942, don Carlo Ravera dal 1.1.1956, don Ernesto Taverna 1.1.1956. Subentra don Cesare Boschin 1.1.1957 del clero secolare, fino ai nostri giorni.

 

Cappellani della chiesa di S. Antonio Abate e vice parroci di Conca:
Non è indicata il tempo di permanenza come cappellani e vice parroci, di sacerdoti preposti alla chiesa di Le Ferriere.

1703: Dominicus Antonius Petrosanctes di Velletri.
1712: Nicola Gualtieri.
1720: Petrus de Iuliano.
1742-1747:
Martino Soladini; 1758-1759: Antonio Palombelli.

1767: Franciscus Lauria.
1795: Vincenzo Burdi.
1796: Alexander Bizzocchi.
1801: P. Flavianus.
1802: Fr. Franciscus de Norma.
1803: Fr. Daniel de Zagarolo.
1822-1831: Camillus can. Itracco.
1838: Valerius Caporilli.
1859: Ioseph Ascenzi minor conventualis.
1872: Luigi Mollica.

 

DI PAGLIARO C. M, Le Ferriere di Conca. Nella valle dell’Astura. Storia di un Borgo antico, Albano, 1989, pp. 149s.

 

Santa Maria Goretti

Maria Teresa Goretti era il suo vero nome, nacque a Corinaldo (Ancona) il 16 di ottobre 1890, figlia di una semplicissima famiglia di contadini Luigi Goretti e Assunta Carlini, Maria Teresa era la seconda di sei figli.

Una fede forte ricevuta da una famiglia Cattolica. A undici anni il 16 giugno 1901 giorno del Corpus Domini la piccola Maria Teresa fece la sua Prima Comunione nella sua Comunità parrocchiale della SS: Annunziata in Conca oggi Borgo Montello.Nella sua fanciullezza è vissuta la virtù della purezza è in questa purezza dove Marietta trova la forza di perdonare il suo uccisore Alessandro Serenelli. L'11 dicembre 1949 Pio XII riconobbe come miracolose due guarigione attribuite all'intercessione di Maria Goretti.
Quella di Giuseppe Cupe di un grave ematoma avvenuta 8 maggio 1947 e quella di Anna Grossi Musumarra da pleure avvenuta 11 maggio del 1947. È venerata dalla Chiesa Cattolica come santa vergine e martire il 06 luglio, giorno della sua morte che avvenne nel 1902, fu canonizzata nel 1950 da Papa Pio XII con il nome di Santa Maria Goretti, patrona dell'agro Pontino e della gioventù. Il corpo e le reliquie di Maria Goretti sono conservati a Nettuno, nel Santuario di nostra Signora della Grazie e di Santa Maria Goretti.

Noi tutti, forse, siamo consapevoli dell'importanza religiosa della nostra Chiesa! Un luogo molto legato alla Santa.

Santa Maria Goretti! Questa era la sua Paroocchia, dove Domenica assisteva alla celebrazione della Santa Messa, dove ha ricevuto la Prima Comunione, dove si conservano le sue Reliquie. Queste, la Comunità ha voluto esporle al pubblico perennemente perché, tutti possano venerarle nella cappella a Lei dedicata.

 

Fonte Battesimale
La nostra chiesa ha una forte rilevanza storico religiosa che la rende una delle chiesa più importanti del territorio, rendendola ricca di reperti storici e religiosi. All‟interno vi è posto un fonte battesimale risalente ai primi anni dell‟Ottocento, è stato reso nuovamente utilizzabile grazie ad un minuzioso restauro.

 

 

IL CULTO DI SANTA MARIA BAMBINA
La data della festa della Natività di Maria venne fissata in Gerusalemme nella prima metà del secolo V,ai tempi del patriarca Giovenale e dell'imperatrice Eudossia: l'8 settembre in occasione della dedicazione della Basilica di Santa Maria, edificata sul luogo della casa natale di Maria. Tale data venne scelta anche in relazione all'antico anno liturgico che iniziava con il mese di settembre: in tal modo veniva data una cornice "mariana” allo stesso, infatti la natività di Maria precede ed annuncia le feste del primo polo “Natale ad Epifania” assumendo il valore dell‟anno liturgico. Segue poi il polo cristologico “Pasqua e Pentecoste” accompagnato dall'Assunzione di Maria che diviene conseguenza dell‟opera di salvezza e chiusura dell‟anno liturgico.
Intorno ai secoli X-XI nelle celebrazioni religiose venne introdotto l‟utilizzo di statue lignee volute dalla gerarchia ecclesiastica per rendere più visibile il fulcro devozionale ai fedeli.
Nel corso dei secoli la presenza di queste statue si diffonde anche in ambito domestico e monastico e si utilizzeranno materiali diversi come lo stucco e la cera, invece del marmo e legno.
A partire dalla metà del Cinquecento I monasteri femminili diventano centri di produzione di questi simulacri grazie all'abilità ed alla pazienza delle monache dei Padri Francescani.
Il cardinal Federico Borromeo (1564-1631), nella sua opera “De pittura sacra“ immaginava la Natività di Maria rappresentata da una bambina in fasce e adagiata in mezzo ad una grande luce attorniata da angeli maggiori e minori.
Ed è ad una Francescana che si deve il modello del simulacro più famoso di Maria Bambina che riprende l'immagine del cardinal Borromeo. Suor Isabella Chiara Fornari, superiora delle Francescane di Todi e dal cui convento venivano diffuse figure di Maria e Gesù quando erano pargoletti e in grandezza naturale, modellò il volto in cera tra il 1720 ed il 1730: rimase alla memoria che ella riuscisse in questo lavoro con tale perfezione da superare la medesima arte.

Il simulacro lavorato dalla Fornari fu portato a Milano da Mons. Alberico Simonetta.
Il simulacro realizzato dalla Fornari era di grandezza naturale, rappresentava Maria Bambina in fasce adagiata su di un fianco come in una culla, succinta da tre anelli dorati e un copricapo da neonata.
Il simulacro presente nella nostra chiesa,è la copia di quella originale. Tale simulacro è arrivato a noi grazie alla presenza delle suore Francescane presenti nel nostro borgo fino a circa una decina di anni orsono, custodi della nostra scuola materna ed educatrici morali e spirituali.
Questo ricordo fà sì che la loro presenza rimanga in questi luoghi perennemente anche per le generazione future.

 

Il 25 marzo Solennità della SS. Annunziata Patrona di Borgo Montello, con la presenza delle autorità religiose, il Vicario Generale Mons. Mario Sbarigia che ha presieduto le Celebrazioni, è stata inaugurata e benedetta la teca con la statua e la piazza dedicata alla Madonna di Fatima.
 

Di Appolloni Egisto.

 

TRATTE DAL LIBRO:
PAGLIARO C. M, Le Ferriere di Conca. Nella valle dell’Astura. Storia di un Borgo antico, Albano, 1989, pp. 149s.

 

 

 

 

 

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